Attività

Area Tratta e Sfruttamento

Arcisolidarietà Ora d’Aria

Con Cabiria interveniamo nei contesti della prostituzione, dell’emarginazione e dello sfruttamento, costruendo contatto, ascolto, tutela sanitaria e accompagnamento per donne e persone trans nel territorio regionale

Unità di Strada Cabiria (UDS)

Dal 1998 portiamo avanti l’Unità di Strada Cabiria, un progetto nato per incontrare donne e persone trans che si prostituiscono nel territorio regionale, costruendo una presenza costante nei luoghi in cui marginalità, esposizione al rischio e invisibilità si intrecciano ogni giorno.
Le operatrici svolgono direttamente su strada attività di contatto, informazione e prevenzione sulle malattie a trasmissione sessuale, sulla salute riproduttiva e sul benessere generale, affiancando a questo lavoro l’accompagnamento ai servizi socio-sanitari del territorio. Accanto all’intervento in strada, manteniamo uno spazio di ascolto e sportello che permette di approfondire bisogni, domande e fragilità emerse nel contatto diretto. Nel tempo abbiamo esteso il nostro raggio d’azione anche all’accattonaggio e, dal 2017, ai temi del grave sfruttamento lavorativo, portando queste stesse metodologie nei contesti del lavoro domestico e dei ciclofattorini. Per noi tutto questo significa rendere concreta una prossimità che tutela, orienta e difende diritti.

Lavoriamo nei contesti più esposti alla marginalità, incontrando persone che vivono condizioni di vulnerabilità e costruendo percorsi di orientamento e accompagnamento.

In quest’area interveniamo là dove il rischio di invisibilità, violenza e sfruttamento si fa più alto, portando un lavoro fondato sulla prossimità, sulla continuità della presenza e sulla costruzione di relazioni affidabili. Il nostro impegno nasce dalla necessità di incontrare persone che vivono situazioni di forte vulnerabilità e di affiancarle in percorsi che tengano insieme tutela, accesso ai diritti e possibilità concrete di uscita dall’emarginazione. Lo facciamo attraverso attività di strada, sportelli, accompagnamento ai servizi e lavoro di rete con soggetti pubblici e del Terzo Settore. In questi contesti sappiamo che non basta una risposta emergenziale: serve invece una presenza capace di leggere i bisogni, riconoscere i segnali dello sfruttamento e creare le condizioni perché la persona possa trovare ascolto, protezione e strumenti utili a ricostruire la propria autonomia dentro un orizzonte più stabile di vita e di relazione con la comunità.


Umbria Legale e Sicura

Un intervento regionale che accompagna cittadini di Paesi terzi vittime di sfruttamento in percorsi di tutela, autonomia e inserimento socio-economico, attraverso una rete diffusa sul territorio.

Con “Umbria Legale e Sicura” contribuiamo a un’azione regionale rivolta a cittadini di Paesi terzi vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo, dentro un sistema che affianca alla protezione strumenti concreti di integrazione sociale, sanitaria, abitativa e lavorativa.
Il progetto, promosso dalla Regione Umbria e realizzato in partenariato con enti del Terzo Settore, si sviluppa attraverso 14 Punti di Accesso ai Servizi nelle 12 zone sociali della regione, unità mobili di prossimità e interventi integrati di presa in carico. In questo contesto lavoriamo per superare un approccio puramente emergenziale, costruendo percorsi individualizzati fondati su accompagnamento informativo, tutela sanitaria, orientamento, formazione linguistica e digitale, tirocini e opportunità di inserimento.
Centrale è anche il lavoro di rete con servizi territoriali, imprese, cooperative e attori del lavoro, insieme alle attività di sensibilizzazione e formazione rivolte a operatori pubblici e privati. L’obiettivo è rendere possibile una prospettiva stabile di vita, diritti e partecipazione attiva alla comunità.

Affrontiamo lo sfruttamento come questione sociale, lavorativa e sanitaria, costruendo interventi che uniscono protezione, inclusione e lavoro di rete per rendere più accessibili diritti, servizi e opportunità.

Operare nell’area tratta e sfruttamento significa per noi riconoscere la pluralità delle vulnerabilità e intervenire con strumenti capaci di integrare protezione, prevenzione e inclusione.
Non agiamo solo nell’urgenza, ma dentro una prospettiva orientata a costruire condizioni più stabili di tutela e autonomia per le persone coinvolte. È così che il nostro impegno prova a trasformare la presa in carico in un percorso concreto di tutela dei diritti e di ricostruzione di opportunità.